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ÉDITO

ALAIN DANIELOU ET LE MAHATMA

Alain Daniélou è stato più volte criticato e ingiustamente rimproverato per la sua visione alquanto aspra di una delle icone più prestigiose dell’India moderna, il Mahatma Gandhi, del quale ha parlato più o meno estesamente in moltissimi suoi lavori, vale a dire la sua autobiografia, Storia dell’India, Astrolabio Roma, 1992 ; la Via del Labirinto, Casadei, Padova 2004 ; e in un articolo pubblicato nella rivista francese Historia (Avril 1983) con il titolo “Le Prince et les Trois Larrons” (The Prince and the Three Thieves), che potrebbe essere meno noto al lettore di lingua italiana.
Il giornalista Joseph Lelyveld, vincitore di un Premio Pulitzer, ha pubblicato recentemente lo studio “Great Soul : Mahatma Gandhi and His Struggle with India” (Alfred A. Knopf, New York, 2011), col quale ha ottenuto grande attenzione ed ha fatto molto scalpore in rete per le sue rivelazioni sulla figura di Gandhi, non del tutto in armonia con l’immagine classica e ortodossa del Padre dell’India Moderna. Il ritratto delineato da Lelyveld, conferma inoltre compiutamente l’immagine negativa rappresentata decenni prima da Daniélou. Il punto di vista di Daniélou su Gandhi può essere chiarito da un estratto da Storia dell’India , p.292 : “[...]enigmatico, ascetico ed astuto, devoto ed ambizioso – uno di quei guru che sembrano esercitare un incredibile magnetismo sulle folle e che spesso le portano alla rovina. [...] Fu praticamente con lui sole che il governo britannico decise del’avvenire dell’India, il più disastroso che si potesse immaginare, dal momento che si arrivo alla divisione del paese, auno dei più grandi massacri della storia, all’eliminazione del sistema sociale e della cultura tradizionale, alla soppressione delle caste dei principi, al genocidio delle tribù primitive,alla rovina delle caste artigianiali e alla loro trasformazione in un miserabile proletariato. Tutto cio presentato come un progresso.”
E da La Via del Labirinto, p.205 : “[...] si faceva ogni giorno massaggiare les gambe da alcuni giovane e voleva che una di loro gli restasse sempre a dormire accanto, per mettere ancor più alla prova la sua castità.” Questa testimonianza è stata confermata estesamente nell’ op.cit. di Lelyveld, pag. 303-­‐307 : “La perfezione era raggiunta se l’anziano signore e la giovane donna indossavano il minor vestiario possibile, preferibilmente nulla, e se nessuno dei due provava la benché minima eccitazione sessuale.

© 1998-2012. Realizzato dal Centro Alain Daniélou - Fondation Harsharan (Zagarolo - Roma)