La musica indiana in Occidente,
due mondi a confronto di Oliviero Vincenti dal sito www.manitese.it/
Alain Danielou, un etnomusicologo francese della seconda metà del 1900, nel suo studio sulla musica indiana riporta i caratteri affettivi di ogni grado dellascala del raga. Un esempio tra gli altri, nel caso del raga Bhupali troviamo questo elenco : "do (tonica, confidenziale), re (risveglio, soddisfazione), mi (amore), sol (pienezza, vita, perfezione), la (fascinazione, giocosità), la mancanza di fa e di si in questa scala denota distaccamento e libertà dal desiderio". Questo modo di vedere propone modalità associative ed esemplifica quanto si diceva poc’anzi a proposito delle qualità emozionali del raga ; questi caratteri contribuiscono a definire un’area psico-affettiva, una fisionomia espressiva in cui è coinvolto il raga.. Danielou riferisce anche di descrizioni tratte da documenti antichi che parlano del raga attribuendogli caratteristiche antropomorfe : "Bhupali ha il petto ampio, il suo bianco e radioso corpo è colorato con lo zafferano, il suo volto attrae e affascina. Quando tutto è calmo, con dolore amaro Bhupali rimpiange il suo Signore". D’altra parte anche in Europa si e affrontato, nel periodo tra le guerre mondiali, il rapporto con il colore ; la musica di ogni luogo ha sempre tentato di entrare in contatto con le arti sorelle della pittura, della danza e della poesia.
Nessun uomo è un’isola... se ha uno spartito davanti o uno strumento musicale in mano.